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Tim Tim condannata per non aver rispettato il principio di buona fede contrattuale
A cura di Redazione - 6 maggio 2009

Google potrebbe trovarsi presto nelle condizioni di cambiare nome al suo Android. Erich Specht, che nel 2002 aveva registrato i marchi di due prodotti denominati Android Dungeon e Android Data Corp, ha avviato una azione legale negli Stati Uniti rivendicando la proprietà esclusiva di utilizzo del nome.

Neanche la sottoscrizione di un piano tariffario aziendale denominato "Unlimited" dal costo di 150 euro mensili riesce a far dormire sonni tranquilli.

Una piccola azienda di Grumello del Monte (Bg) attiva il contratto Unlimited con Tim-Telecom Italia che prevede una serie di servizi: voce, Sms e traffico dati per collegamenti a Internet per un massimo di 6 Gb al mese. Nulla nel contratto è previsto sul traffico Wap.

E proprio la navigazione in un sito Wap, genera addebiti pari a 2.500 euro, nelle fatture dell'aprile e giugno 2008. Non risolvendosi bonariamente la questione, nel settembre 2008 l'azienda, assistita dall'avvocato Pierantonio Paissoni, presenta un atto di citazione al giudice di pace di Bergamo, che emana la sentenza di condanna per il gestore telefonico, perché' non ha rispettato il principio di buona fede contrattuale.

 

 




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Fonte : Redazione Newsmobile

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