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Così un ricercatore ha bloccato il più grande attacco hacker del mondo

Venerdì 12 maggio ‘Wannacry’, attacco informatico che ha messo sotto scacco quasi 100 Paesi, è stato annullato dall’intuizione di un ricercatore rimasto anonimo

‘Wannacry’ venerdì 12 maggio è stato il più potente attacco alla sicurezza informatica mai portato al mondo, come hanno confermato le ultime news di tecnologia, ma a bloccarlo salvando così dal disastro mezzo mondo Italia compresa è stato un giovane ricercatore informatico che con molta abilità e anche un briciolo di fortuna è riuscito a respingere la minaccia.

Non sappiamo come si chiama, ma sul web compare come @malwaretechblog e insieme al collega Darien Huss, impiegato nella compagnia di sicurezza californiana Proofpoint, è riuscito ad individuare il meccanismo di autodistruzione del malware che era stato inserito nei sistemi informatici di ospedali e altre istituzioni pubbliche mondiali con una pesante richiesta di riscatto per sbloccarli. In pratica i due tecnici hanno scoperto il nome di un dominio del quale il virus verificava l’esistenza e se l’avesse trovato attivo, si sarebbe bloccato. Così il ricercatore dopo averlo individuato lo ha registrato spendendo 10 dollari e l’ha anche reso operativo su internet, fermando di fatto ‘Wannacry’ che aveva già fatto danni in Asia ed Europa ma non ancora negli Usa.

La portata di questo attacco è dimostrata dai numeri: secondo Kaspersky Lab, una delle aziende più famose al mondo per la sicurezza informatica, ci sono stati quasi 50mila attacchi in 74 nazioni, ma c’è chi avvicina il numero a 100. Il malware utilizzato praticamente blocca tutti i terminali fino a quando non si paga il riscatto (in dollari o bitcoin) sfruttando un buco nel server centrale di Windows. Ecco perché molti adesso chiedono alla multinazionale americana di garantire maggiore sicurezza.

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